La parte C si capisce meglio se la leggi come una piramide. In cima l'UIT (Unione internazionale delle telecomunicazioni), che a livello mondiale definisce che cos'è un radioamatore e quali frequenze gli spettano. In mezzo la CEPT (Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni), che in Europa fa riconoscere reciprocamente patenti e autorizzazioni. In fondo la legge italiana, che traduce tutto in obblighi concreti per la tua stazione.
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Regolamento delle Radiocomunicazioni dell'UIT
L'Unione internazionale delle telecomunicazioni è l'agenzia delle Nazioni Unite che governa l'uso dello spettro radio. Il suo Regolamento delle Radiocomunicazioni è un trattato internazionale vincolante per gli Stati aderenti, Italia compresa.
Le tre definizioni
Servizio di radioamatore — servizio di radiocomunicazione avente per oggetto l'istruzione individuale, l'intercomunicazione e gli studi tecnici, effettuato da radioamatori: persone debitamente autorizzate che si interessano alla tecnica radioelettrica a titolo esclusivamente personale e senza scopo di lucro.
Servizio di radioamatore via satellite — servizio che utilizza stazioni spaziali su satelliti della Terra per gli stessi fini del servizio di radioamatore.
Stazione di radioamatore — stazione del servizio di radioamatore.
Le parole che contano in queste definizioni sono tre: istruzione, intercomunicazione, studi tecnici. E la qualificazione che le accompagna: personale, senza scopo di lucro. È da qui che discende tutto il resto — il divieto di usare la radio per affari, l'obbligo del linguaggio chiaro, il fatto che un radioamatore possa autocostruirsi l'apparato.
L'articolo 25 (“Servizi di radioamatore”)
Attenzione a non confonderlo con gli articoli italiani: questo è un articolo del Regolamento delle Radiocomunicazioni dell'UIT, cioè del trattato internazionale, ed è dedicato interamente ai servizi di radioamatore e di radioamatore via satellite. Nei testi meno recenti lo trovi indicato come S25, dove la S sta per la vecchia numerazione “simplified”. Stabilisce in sostanza che:
- le radiocomunicazioni fra stazioni di radioamatore di Paesi diversi sono permesse, a meno che l'amministrazione di uno dei Paesi interessati non abbia notificato la propria opposizione;
- tali comunicazioni devono limitarsi a comunicazioni attinenti alle finalità del servizio di radioamatore e a osservazioni di carattere personale;
- è vietato cifrare il contenuto delle trasmissioni internazionali fra radioamatori per occultarne il significato, salvo i segnali di controllo verso le stazioni spaziali;
- le stazioni devono trasmettere il proprio indicativo a brevi intervalli nel corso delle trasmissioni;
- le amministrazioni verificano le qualificazioni operative e tecniche di chi vuole operare una stazione di radioamatore — è il fondamento internazionale dell'esame che stai preparando — e stabiliscono se richiedere la prova di telegrafia;
- la potenza massima delle stazioni di radioamatore è fissata dalle amministrazioni interessate;
- le amministrazioni determinano se e a quali condizioni ammettere una persona autorizzata in un altro Paese a operare temporaneamente sul proprio territorio.
Le tre regioni radio
L'UIT divide il mondo in tre regioni, perché le attribuzioni di frequenza non sono identiche ovunque.
| Regione | Territorio |
|---|---|
| 1 | Europa, Africa, Medio Oriente a ovest del Golfo Persico, Mongolia e la parte asiatica della Russia — l'Italia è qui |
| 2 | Americhe, Groenlandia e le isole del Pacifico orientale |
| 3 | Asia a est e sud dell'Iran, Oceania e Pacifico occidentale |
Bande e statuti
Ogni banda è attribuita a uno o più servizi, con un ordine di priorità. Il concetto di statuto è la cosa più esaminata di tutta la parte C.
Statuto primario — il servizio ha diritto alla protezione dalle interferenze causate da altri servizi.
Statuto secondario — il servizio non può causare interferenze ai servizi primari, non può pretendere protezione da essi, e deve cedere la frequenza su richiesta. Ha però diritto alla protezione dagli altri servizi secondari assegnati successivamente.
Che cosa cambia davvero. Stai lavorando sui 2 metri, banda a statuto primario. Un altro servizio ti disturba: hai diritto di essere protetto, e la tua amministrazione può intervenire.
Passi sui 70 centimetri, dove sei secondario rispetto ai servizi governativi. Ora la situazione si ribalta: se il radar accusa interferenze dalla tua stazione, devi smettere. E se è lui a disturbare te, non puoi lamentarti — sei tu l'ospite.
Conservi però un diritto: se domani arriva un altro servizio secondario e ti disturba, quello sì che deve rispettare la tua presenza, perché tu c'eri prima.
La regola che tiene tutto insieme sta in una riga dell'allegato 26. L'articolo 11 (“Bande di frequenza”) stabilisce che le stazioni del servizio di radioamatore e del servizio di radioamatore via satellite possono operare soltanto sulle bande attribuite a quei servizi in Italia dal Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze. Il decreto non elenca le bande: rimanda al Piano, e il Piano è la fonte da cui discende la tabella qui sotto.
Ecco le bande attribuite in Italia al servizio di radioamatore, con lo statuto con cui vi operiamo. Fonte: il band plan ufficiale dell'ARI (Associazione Radioamatori Italiani), redatto sul Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze (PNRF).
| Banda | Frequenze | Statuto |
|---|---|---|
| 160 m | 1830 – 1850 kHz | Primario |
| 80 m | 3500 – 3800 kHz | Secondario |
| 60 m | 5351,5 – 5366,5 kHz | Secondario max 15 W e.i.r.p. — potenza isotropa equivalente irradiata |
| 40 m | 7000 – 7200 kHz | Primario esclusivo · via satellite fino a 7100 |
| 30 m | 10 100 – 10 150 kHz | Secondario |
| 20 m | 14,000 – 14,350 MHz | Primario |
| 17 m | 18,068 – 18,168 MHz | Primario |
| 15 m | 21,000 – 21,450 MHz | Primario |
| 12 m | 24,890 – 24,990 MHz | Primario |
| 10 m | 28,000 – 29,700 MHz | Primario |
| 6 m | 50 – 52 MHz | Secondario |
| 2 m | 144 – 146 MHz | Primario |
| 70 cm | 430 – 434 MHz 435 – 438 MHz | Secondario 435–436 primario · 434–435 non assegnata · in Italia manca 438–440 |
| 23 cm | 1240 – 1298 MHz | Secondario |
In Italia la banda è spezzata. Il segmento 434 – 435 MHz non è assegnato al servizio di radioamatore, e manca del tutto la porzione 438 – 440 MHz, disponibile invece negli altri Paesi della Regione 1 confinanti con noi. È il motivo per cui in Italia su questa banda non si fa ATV e l'installazione di ripetitori è più difficile che altrove.
Lo statuto non è uniforme lungo la banda: 430 – 434 secondario, 435 – 436 primario, 436 – 438 secondario. Il tratto primario è quello riservato al traffico satellitare.
La nota 5.98 del Regolamento delle Radiocomunicazioni elenca l'Italia fra i Paesi in cui la banda 1810 – 1830 kHz è attribuita ai servizi fisso e mobile su base primaria, invece che al servizio di radioamatore. È il motivo per cui l'attribuzione radioamatoriale italiana parte da 1830 e non da 1810 come in altri Paesi della Regione 1. Un dettaglio che mostra bene come funzionano le note della Tabella di ripartizione: la regola generale vale, salvo che per i Paesi elencati in nota.
Sopra i 1830 kHz però la nota non morde più, e nella Tabella della Regione 1 la porzione fino a 1850 resta attribuita al solo servizio di radioamatore. Da qui lo statuto primario della riga in tabella, confermato dal band plan HF dell'ARI. È un punto su cui diverse fonti divulgative sbagliano, riportando “secondario” per l'intera banda: se trovi quella indicazione, viene da una lettura frettolosa della nota 5.98.
Perché lo statuto conta davvero. Su una banda secondaria non sei un ospite tollerato per cortesia: sei un ospite con obblighi giuridici. Se il servizio primario — un radar, un sistema di radiolocalizzazione, un servizio governativo — accusa interferenze dalla tua stazione, l'obbligo di cessare è tuo, senza discussione. Ed è il motivo per cui in banda 60 metri la potenza è limitata a 15 W e.i.r.p., in accordo con le decisioni della WRC-15 (World Radiocommunication Conference, la conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2015): un tetto che non ha nulla a che vedere con i 500 W generali dell'articolo 15 dell'allegato 26 (“Limiti di potenza”).
Statuto e ripetitori. Il band plan ARI fissa una regola operativa che discende direttamente dallo statuto: su ogni banda in cui il servizio di radioamatore è secondario, prima di chiedere l'autorizzazione per un ripetitore o un traslatore ATV occorre monitorare le frequenze per almeno una decina di giorni, per evitare di disturbare servizi primari già presenti. È lo statuto tradotto in prassi.
Le bande si muovono nel tempo, e i band plan lo raccontano. Confrontare due edizioni del band plan ARI a distanza di anni fa vedere il fenomeno in diretta. Sui 6 metri l'edizione basata sul Piano del 2008 si fermava a 51 MHz; l'accesso alla porzione 51 – 52 è arrivato con la revisione del Piano del 2015, ed è per questo che oggi la banda si scrive 50 – 52. Sui 23 centimetri l'edizione più vecchia segnalava il tratto 1245 – 1267 come non assegnato in Italia, mentre quella recente mostra la banda continua da 1240 a 1298 con la finestra satellitare a 1260 – 1270. Morale: su questa tabella conta sempre l'edizione più recente del Piano.
Le WRC. Le attribuzioni non sono immutabili: cambiano nelle Conferenze mondiali delle radiocomunicazioni, che si tengono ogni tre o quattro anni e producono revisioni del Regolamento. La WARC (World Administrative Radio Conference) del 1979 regalò ai radioamatori i 30, 17 e 12 metri; la WRC-15 introdusse i 60 metri con il limite di potenza appena citato. Sapere che esiste questo meccanismo spiega perché due manuali di annate diverse riportino tabelle diverse.
Il divieto di cifratura. Discende direttamente dalla natura del servizio: se le comunicazioni devono essere verificabili da chiunque, l'autorità di controllo deve poter capire che cosa passa in aria. Da qui l'obbligo del linguaggio chiaro dell'articolo 12 dell'allegato 26 (“Norme d'esercizio”) e l'eccezione tassativa per il codice Q e le abbreviazioni internazionali riconosciute, che abbreviano ma non occultano. I modi digitali moderni — FT8, PSK31, packet — non violano il divieto perché la loro codifica è pubblica e chiunque può decodificarli.
“Osservazioni di carattere personale di scarsa importanza”. È la formula del Regolamento che circoscrive il contenuto ammesso nelle comunicazioni internazionali. Non è un invito alla banalità: è il confine che tiene il servizio di radioamatore fuori dal terreno del servizio pubblico di telecomunicazioni. Un radioamatore non può fare da vettore per messaggi di terzi che avrebbero dovuto viaggiare su un servizio commerciale — con la sola eccezione, appunto, dell'emergenza.
Le regioni e le differenze pratiche. La divisione in tre regioni ha effetti che si sentono in aria: in Regione 2 la banda dei 40 metri si estende fino a 7300 kHz, in Regione 1 si ferma a 7200. Chi ascolta un'americana sopra i 7200 non sta sentendo un abuso, sta sentendo un'attribuzione diversa. Anche i band plan della IARU (International Amateur Radio Union) sono redatti per regione, proprio per questo.
Regolamentazione della CEPT
La CEPT — Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni — riunisce le autorità nazionali europee. Non emana leggi: emana raccomandazioni che gli Stati recepiscono. Per il radioamatore ne contano due, e il modo più rapido per non confonderle è ricordare che una riguarda la patente e l'altra la licenza.
TR 61-02 — la patente. Istituisce il certificato HAREC (Harmonized Amateur Radio Examination Certificate, certificato d'esame armonizzato). La dicitura che l'allegato 26 impone sulla patente italiana è «Harmonized Amateur Examination Certificate – HAREC – level A – CEPT TR 61-02». Attesta che hai superato un esame conforme a uno standard europeo comune, e permette a un altro Paese aderente di rilasciarti la patente nazionale corrispondente senza riesaminarti.
TR 61-01 — la licenza. Consente al radioamatore di operare temporaneamente in un altro Paese aderente senza chiedere un'autorizzazione locale, portando con sé la propria autorizzazione nazionale.
Due situazioni concrete, due raccomandazioni diverse.
Vai in vacanza in Francia due settimane e vuoi portarti il portatile. Ti serve la TR 61-01: porti con te l'autorizzazione italiana, non chiedi niente a nessuno, e ti identifichi come F/IU5ABC.
Ti trasferisci in Germania per lavoro. Qui serve la TR 61-02: il tuo certificato HAREC vale come titolo di studio, e l'amministrazione tedesca ti rilascia la patente locale senza farti rifare l'esame.
Vale anche al contrario: uno spagnolo con HAREC che soggiorna in Italia più di tre mesi ottiene, a domanda, la patente italiana.
L'articolo 2 dell'allegato 26 recepisce espressamente la raccomandazione TR 61-02 e stabilisce che la patente italiana debba riportare la dicitura «Harmonized Amateur Examination Certificate – HAREC – level A – CEPT TR 61-02». Superato l'esame, la certificazione HAREC ti viene rilasciata insieme alla patente — è il sub allegato E dello stesso decreto.
Una curiosità che sembra un refuso e non lo è: la dicitura stampata sulla patente dice «Harmonized Amateur Examination Certificate», senza la parola Radio, mentre il certificato HAREC vero e proprio si intitola «Harmonized Amateur Radio Examination Certificate». Sono due documenti diversi con due formule diverse, entrambe testuali nell'allegato 26: se in un quiz ne trovi una delle due, non è un errore.
Operare all'estero
Il programma distingue due casi.
- Nei Paesi membri della CEPT che attuano la TR 61-01: puoi operare temporaneamente portando con te l'autorizzazione, senza domande preventive.
- Nei Paesi non membri della CEPT che hanno comunque aderito al sistema della T/R 61-01: vale lo stesso meccanismo. Diversi Paesi extraeuropei vi partecipano.
Operando all'estero si antepone al proprio nominativo il prefisso del Paese ospitante: un italiano che trasmette dalla Francia si identifica come F/IU5ABC.
Perché serviva armonizzare. Fino agli anni Ottanta ogni Paese europeo riconosceva le licenze straniere caso per caso, con accordi bilaterali. Un radioamatore che attraversava tre confini doveva istruire tre pratiche. La T/R 61-01, adottata nel 1985, ha sostituito quella ragnatela con un principio unico: se la tua autorizzazione nazionale corrisponde a una classe CEPT riconosciuta, vale ovunque nell'area, per soggiorni temporanei.
Che cosa cambia fra le due raccomandazioni, sostanzialmente. La 61-01 riguarda chi è già autorizzato e si sposta: è una licenza di esercizio portatile. La 61-02 riguarda chi si trasferisce stabilmente: se prendi residenza in un altro Paese aderente, l'HAREC ti fa ottenere la patente locale senza rifare l'esame. L'allegato 26 prevede il caso speculare per gli stranieri in Italia — chi è titolare di patente HAREC e soggiorna qui per più di tre mesi ottiene, a domanda, la corrispondente patente italiana.
Il livello. L'HAREC italiano è di livello A perché nel 2005, con il decreto ministeriale del 21 luglio, le due preesistenti classi A e B sono state unificate in un'unica classe A, contestualmente all'abolizione della prova pratica di telegrafia. Chi aveva la vecchia patente speciale di classe B, con nominativi della serie IW, è stato equiparato.
Il quadro sta cambiando. Il DM 26 gennaio 2026 ha introdotto una patente di classe N, corrispondente al livello “novice” della raccomandazione CEPT ECC/REC (05)06, che si affiancherà alla classe A come titolo d'ingresso semplificato. Il suo programma d'esame sarà adottato con un successivo decreto direttoriale e, fino ad allora, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti. Fino all'adozione di quel decreto non cambia nulla per chi prepara l'esame ordinario: la patente in gioco resta quella di classe A, con il programma del sub allegato D.
Legislazione nazionale e condizioni per la licenza
In Italia l'attività radioamatoriale è disciplinata dal Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. 259/2003), Capo VII della Parte IV, e dal suo allegato 26, che contiene la normativa tecnica di dettaglio. È da lì che vengono quasi tutte le domande di questa sezione.
I due titoli, che sono cose diverse
La patente di operatore attesta la tua capacità personale. Si ottiene superando l'esame; l'allegato 26 non le assegna una scadenza, e prevede solo il rilascio del duplicato in caso di smarrimento, distruzione o sottrazione.
L'autorizzazione generale abilita a impiantare ed esercire la stazione. Si consegue presentando una dichiarazione all'ispettorato territoriale, ha validità fino a dieci anni e va rinnovata.
Fra le due c'è un terzo passaggio: il nominativo di stazione, che si chiede al Ministero dopo aver conseguito la patente e prima di presentare la dichiarazione per l'autorizzazione generale.
La sequenza completa, nell'ordine: superi l'esame e ottieni patente e certificazione HAREC → chiedi il nominativo → presenti la dichiarazione per l'autorizzazione generale → puoi trasmettere.
Il percorso completo, nell'ordine in cui va affrontato.
entro la scadenza fissata dalla direttiva annuale → domanda d'ammissione all'esamenella sessione della tua regione → esame presso l'ispettorato territoriale
a seguire → patente e certificazione HAREC
poi → richiesta del nominativo, con la cifra della tua zona
infine → dichiarazione per l'autorizzazione generale
da quel momento → puoi trasmettere, per dieci anni
Le date cambiano ogni anno e da regione a regione: sessioni, sedi e termini di presentazione delle domande sono fissati da una direttiva del Ministero e pubblicati sul sito degli ispettorati territoriali. Verificali sempre lì, non su questo sito.
L'errore da non fare è invertire gli ultimi due passaggi: il nominativo va acquisito prima di inviare la dichiarazione, perché è un dato che quella dichiarazione deve contenere.
Le norme d'esercizio
Sono all'articolo 12 dell'allegato 26, la cui rubrica è appunto “Norme d'esercizio”, e sono il cuore esaminabile della parte C.
| Obbligo o divieto | Contenuto |
|---|---|
| Uso della stazione | Vietato a persona diversa dal titolare, salvo persona munita di patente che operi sotto la sua diretta responsabilità. Si usa il nominativo della stazione da cui si trasmette. |
| Corrispondenti ammessi | Solo altre stazioni di radioamatore, italiane o estere, debitamente autorizzate — a meno che l'amministrazione estera abbia notificato la propria opposizione. È la stessa clausola dell'articolo 25 del Regolamento, ripresa parola per parola. |
| Reti pubbliche | Interconnessione consentita solo per emergenza o per le finalità proprie dell'attività radioamatoriale. |
| Linguaggio | Chiaro. In telegrafia e trasmissione dati solo codici internazionalmente riconosciuti; ammessi il codice Q e le abbreviazioni internazionali. |
| Identificazione | Nominativo all'inizio, alla fine e ogni dieci minuti. Nelle trasmissioni a pacchetto, in ogni pacchetto. |
| Segnale di soccorso | Vietato usarlo, e vietati i segnali che possono generare falsi allarmi. |
| Intercettazioni | Vietato intercettare comunicazioni che non si ha titolo a ricevere; vietato rivelare a terzi contenuto ed esistenza di messaggi captati involontariamente. |
I numeri da ricordare
| Valore | A che cosa si riferisce |
|---|---|
| 500 W | Potenza massima di picco (p.e.p., peak envelope power) alla linea di alimentazione dell'antenna, stazione fissa, mobile o portatile — art. 15 |
| 10 W e.r.p. | Potenza equivalente irradiata massima delle stazioni ripetitrici automatiche non presidiate — art. 9 |
| 10 minuti | Intervallo di ripetizione del nominativo, anche per i ripetitori |
| 10 secondi | Tempo entro cui la portante di un ripetitore deve interrompersi dopo l'ultimo segnale |
| 10 anni | Validità dell'autorizzazione generale |
| 1 anno | Periodo in cui il nominativo resta a disposizione dopo la scadenza dell'autorizzazione |
| 3 mesi | Soggiorno oltre il quale un titolare HAREC straniero può chiedere la patente italiana |
| 60 % | Soglia di risposte corrette per superare l'esame |
Controlli e responsabilità
I locali e gli impianti delle stazioni di radioamatore devono essere in ogni momento ispezionabili dai funzionari incaricati del Ministero o dagli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza. La dichiarazione di autorizzazione deve accompagnare la stazione ed essere esibita a richiesta.
Le due deroghe del Codice
Oltre all'allegato 26, due articoli del Codice riguardano direttamente il radioamatore e vale la pena saperli citare per numero e per rubrica. Entrambi allargano il perimetro fissato dall'articolo 134 (“Attività di radioamatore”), che è dove i limiti ordinari sono scritti. L'articolo 141 (“Calamità”) prevede che in caso di pubblica calamità o per particolari contingenze di pubblico interesse l'autorità competente possa autorizzare collegamenti speciali oltre i limiti ordinari. L'articolo 142 (“Assistenza”) ammette l'attività di radioassistenza in occasione di manifestazioni sportive, previa tempestiva comunicazione agli organi periferici del Ministero di nominativo dei partecipanti, località, durata e orario.
Trasferimento della stazione
Sul punto l'articolo 13 dell'allegato 26 (“Trasferimento di stazione”) distingue: l'esercizio temporaneo fuori dalla propria residenza è libero e non richiede alcuna comunicazione; la collocazione stabile in un domicilio diverso da quello indicato nell'autorizzazione va comunicata preventivamente all'ispettorato. E se il trasloco porta in un'altra zona di chiamata, cambia anche il nominativo: il terzo comma impone di chiederne uno nuovo ai sensi dell'articolo 139 del Codice. Traducendolo nel tuo caso: da IU5 a IU2 se ti trasferissi in Lombardia.
Che cosa significa “autorizzazione generale”. Non è una concessione che il Ministero ti rilascia dopo averti valutato: è un regime in cui tu dichiari di possedere i requisiti e puoi iniziare l'attività, mentre l'amministrazione si riserva il controllo successivo. È la stessa logica della SCIA in edilizia. Da qui discendono due conseguenze che l'esame ama: l'obbligo di tenere la dichiarazione presso la stazione, e l'ispezionabilità in ogni momento.
La semplificazione sugli apparati. L'articolo 1 (“Validità autorizzazione generale — Rinnovo”) stabilisce che la modifica del tipo e la variazione del numero degli apparati indicati nella dichiarazione non sono soggette a comunicazioni. Puoi comprare, vendere, autocostruire e modificare senza avvisare nessuno. È coerente con la natura sperimentale del servizio: se ogni saldatura richiedesse una pratica, la sperimentazione morirebbe.
Le apparecchiature. L'articolo 16 (“Requisiti delle apparecchiature”) ammette esplicitamente apparati acquistati, modificati o autocostruiti, purché rispondenti ai requisiti tecnici della normativa internazionale di settore. Il radioamatore è l'unico utilizzatore dello spettro cui sia riconosciuto il diritto di costruirsi il trasmettitore. Se però l'apparato è predisposto per operare fuori dalle bande, dalle classi di emissione o dalle potenze assegnate, va comunque usato nel rispetto delle norme d'esercizio: possedere una radio che copre tutto non autorizza a trasmettere ovunque.
Antenne. L'articolo 17 (“Installazione di antenne”) rimanda all'articolo 209 del Codice e alle norme tecniche, urbanistiche, ambientali e di tutela della salute pubblica. L'installazione non deve provocare turbative o interferenze ad altri impianti di radiocomunicazione. È il punto in cui il diritto del radioamatore incontra il condominio, il piano regolatore e i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici della legge 36/2001.
Le stazioni ripetitrici. Meritano attenzione perché concentrano molti numeri: autorizzazione generale valida fino a dieci anni e senza oneri, potenza massima 10 W e.r.p., nominativo ogni dieci minuti, portante che si interrompe entro dieci secondi, divieto di emissione continua della portante, uso consentito a tutti i radioamatori, collegamento fra ripetitori ammesso anche su bande diverse. Le variazioni tecniche vanno comunicate preventivamente all'ispettorato, che ha trenta giorni per formulare osservazioni.
L'ascolto — SWL (Short Wave Listener, ascoltatore di onde corte). Chi si limita ad ascoltare non ha bisogno di patente né di autorizzazione, ma può chiedere l'iscrizione in un apposito elenco e una sigla distintiva. La sigla è formata da lettera I, numero di protocollo e sigla della provincia di appartenenza. Non abilita a trasmettere: è un attestato di attività di ascolto.
Le associazioni. Le associazioni radioamatoriali legalmente costituite possono conseguire autorizzazioni generali speciali per stazioni a uso collettivo e per ripetitori. Se non sono strutturate statutariamente in sezioni sul territorio, la dichiarazione va prodotta dalla sede legale per conto delle articolazioni locali. Ai nominativi delle sezioni è riservato il prefisso IQ.
Il registro di stazione
Il programma chiude con un punto che ha un titolo curioso: «dimostrazione pratica della conoscenza della tenuta di un registro di stazione», declinato in tre voci — modo di tenuta, obiettivi, dati da registrare.
Per ogni collegamento: data, ora (convenzionalmente in UTC, il tempo coordinato universale), nominativo della stazione collegata, frequenza o banda, modo di emissione, rapporto RST (intelligibilità, forza del segnale, tonalità) dato e ricevuto. Spesso si annotano anche potenza impiegata, QTH del corrispondente e note libere.
Obiettivi
- Prova dell'attività svolta, verso l'autorità di controllo e verso gli altri radioamatori.
- Base per lo scambio di QSL e per la richiesta di diplomi, che si fondano sui collegamenti documentati.
- Ricostruzione tecnica: rileggendo il log si vede quali antenne, potenze e orari hanno funzionato meglio su ciascuna banda. È il quaderno di laboratorio di un servizio che ha nella sperimentazione la propria ragione d'essere.
- Chiarimento in caso di contestazioni su interferenze o su chi fosse in aria in un dato momento.
Una riga di log reale, come la scriveresti dopo un collegamento:
14/11/2026 · 1432 UTC · DL1XYZ · 14,195 MHz · SSB · 59 / 57 · 100 WSi legge: il quattordici novembre alle 14:32 tempo universale ho collegato DL1XYZ su 14,195 MHz in banda laterale unica; io l'ho ricevuto 59, lui mi ha ricevuto 57, e trasmettevo con cento watt.
Le 1432 UTC in Italia d'inverno sono le 15:32. È esattamente per evitare questo genere di conversione che si registra in tempo universale.
Modo di tenuta
Le annotazioni si fanno in ordine cronologico, contestualmente al collegamento o subito dopo, senza cancellature: una registrazione errata si corregge con una nuova riga, non cancellando la precedente. L'ora si annota in UTC per evitare ambiguità fra fusi orari e ora legale. Il registro può essere cartaceo o elettronico.
Perché UTC. Un collegamento fra Italia e Giappone avviene in due giorni diversi del calendario locale. Registrando in tempo coordinato universale — l'ex GMT — entrambe le stazioni annotano lo stesso istante, e la QSL che l'una manda all'altra combacia. È anche il motivo per cui in radio si dice “zulu”: Z è la lettera che nel sistema dei fusi indica UTC, e nell'alfabeto fonetico si legge Zulu.
La QSL. È la cartolina — oggi spesso elettronica — con cui due stazioni si confermano reciprocamente il collegamento. Il nome viene dal codice Q: QSL significa «do accusa di ricezione». Riporta gli stessi dati del log, e per questo il log deve essere accurato: una QSL che non combacia con quella dell'altra stazione non vale per i diplomi.
Dal quaderno al software. Il registro cartaceo è quasi ovunque sostituito da programmi che scrivono in formato ADIF (Amateur Data Interchange Format), uno standard di interscambio che permette di caricare i collegamenti sui sistemi di conferma elettronica. Il principio non cambia: l'ordine cronologico e l'integrità delle registrazioni restano i due requisiti di un log ben tenuto.
Il collegamento con i contest. Nelle gare il log è il documento di gara: si invia all'organizzatore, che incrocia le registrazioni delle stazioni partecipanti. Un collegamento presente in un solo log dei due non viene conteggiato. È la dimostrazione più concreta di perché l'accuratezza conti.
Le tre sezioni che seguono non corrispondono a un titolo del sub allegato D. Le ho aggiunte dopo aver confrontato la dispensa con le banche di domande ministeriali: da lì risulta che il capitolo “Regolamenti” pesca ampiamente da parti del Regolamento delle Radiocomunicazioni che il programma non nomina esplicitamente, ma dà per conosciute.
Sono circa ottanta domande su centoventisei, quindi non è materia marginale. Ed è materia meccanica: tre tabelle e una decina di princìpi.
Nomenclatura dello spettro radioelettrico
L'articolo 2 del Regolamento, dedicato alla nomenclatura, stabilisce che lo spettro radioelettrico è suddiviso in nove bande, designate con numeri interi progressivi. Ogni banda ha due nomi: una sigla inglese costruita sull'aggettivo di frequenza, e un nome metrico costruito sulla lunghezza d'onda. Le domande girano il quesito in tutti i versi — dalla frequenza alla sigla, dalla sigla al nome metrico, dal nome metrico all'intervallo — quindi la tabella va saputa in entrambe le direzioni.
| N. | Sigla | Per esteso | Frequenze | Nome metrico |
|---|---|---|---|---|
| 4 | VLF | Very Low Frequency | 3 – 30 kHz | miriametriche |
| 5 | LF | Low Frequency | 30 – 300 kHz | chilometriche |
| 6 | MF | Medium Frequency | 300 – 3000 kHz | ettometriche |
| 7 | HF | High Frequency | 3 – 30 MHz | decametriche |
| 8 | VHF | Very High Frequency | 30 – 300 MHz | metriche |
| 9 | UHF | Ultra High Frequency | 300 – 3000 MHz | decimetriche |
| 10 | SHF | Super High Frequency | 3 – 30 GHz | centimetriche |
| 11 | EHF | Extremely High Frequency | 30 – 300 GHz | millimetriche |
| 12 | — | — | 300 – 3000 GHz | decimillimetriche |
Ogni banda vale una decade: da 3 a 30, da 30 a 300, e poi si ricomincia nell'unità successiva. Basta ricordare che si parte da 3 kHz e che le sigle salgono nell'ordine VLF, LF, MF, HF, VHF, UHF, SHF, EHF.
Il nome metrico si ricava dalla lunghezza d'onda agli estremi. A 3 MHz la lunghezza d'onda è 100 metri, a 30 MHz è 10 metri: decine di metri, quindi decametriche. A 30 MHz siamo a 10 metri, a 300 MHz a 1 metro: metriche. E così via, scendendo di un fattore dieci a ogni gradino.
Prendi quattro frequenze e classificale. Basta guardare l'ordine di grandezza:
1830 kHz → sta fra 300 e 3000 kHz → MF, onde ettometriche14,2 MHz → fra 3 e 30 MHz → HF, onde decametriche
145 MHz → fra 30 e 300 MHz → VHF, onde metriche
435 MHz → fra 300 e 3000 MHz → UHF, onde decimetriche
Il trabocchetto classico sono i 50 MHz: sembrano “quasi HF” perché si comportano un po' come le onde corte, ma stanno sopra i 30 MHz e quindi sono VHF a tutti gli effetti.
Le nostre bande radioamatoriali si collocano così. I 160 metri, con i loro 1830 kHz, stanno ancora in MF, onde ettometriche: sono l'unica nostra banda che non sia decametrica fra quelle basse. Da 80 a 10 metri siamo in HF, onde decametriche. I 6 e i 2 metri sono VHF, onde metriche. I 70 e i 23 centimetri sono UHF, onde decimetriche. Attenzione alla domanda trabocchetto sui 50 MHz: la banda dei 6 metri non è HF, è già VHF.
Perché la numerazione parte da 4. La tabella dell'articolo 2 comincia con la banda numero 4, la VLF, e arriva alla 12. Il criterio è dato da una nota della tabella stessa: la banda N si estende da 0,3 × 10N a 3 × 10N hertz. Con N uguale a 4 vengono esattamente 3 000 – 30 000 Hz, cioè 3 – 30 kHz. I numeri più bassi corrisponderebbero a frequenze sotto i 3 kHz, che il Regolamento non elenca. Ecco perché le bande sono nove pur essendo numerate da 4 a 12: la domanda d'esame chiede il numero delle bande, non l'ultimo numero della tabella.
Il legame fra i due nomi. Sigla e nome metrico dicono la stessa cosa da due punti di vista opposti: la sigla guarda alla frequenza, il nome metrico alla lunghezza d'onda. Salgono in direzioni contrarie — più sale la frequenza, più scende la lunghezza d'onda — ed è la ragione per cui la banda “alta” HF ha il nome metrico “grande”, decametriche, mentre la banda EHF, la più alta, ha il nome più piccolo, millimetriche. Chi le confonde di solito è perché cerca di farle salire nello stesso verso.
La formula che le tiene insieme è quella della lunghezza d'onda: velocità della luce diviso frequenza. Con la velocità in metri al secondo e la frequenza in hertz, oppure — più comodo — 300 diviso la frequenza in megahertz dà i metri. A 145 MHz: 300 diviso 145 fa poco più di 2, ed ecco la banda dei 2 metri.
Designazione delle emissioni
Il Regolamento definisce un modo compatto e universale per descrivere qualunque emissione radio. La sigla completa ha due parti che si scrivono attaccate: prima la larghezza di banda, poi la classe di emissione. Per esempio 8K00A3E significa: otto kilohertz di banda, modulazione di ampiezza a doppia banda laterale, un canale analogico, telefonia. Le due parti si studiano separatamente perché seguono regole diverse.
Parte prima — la larghezza di banda
Quattro caratteri: tre cifre e una lettera. La lettera indica l'unità di misura e occupa il posto della virgola.
H hertz · K kilohertz · M megahertz · G gigahertz
È l'unico punto che conta davvero: la lettera non sta in fondo come un'unità di misura normale, sta dove andrebbe la virgola. Una volta capito questo, ogni domanda si risolve a mente.
| Sigla | Si legge | Valore |
|---|---|---|
| H100 | 0 virgola 100 hertz | 0,1 Hz |
| 20H0 | 20 virgola 0 hertz | 20 Hz |
| 400H | 400 hertz | 400 Hz |
| 2K40 | 2 virgola 40 kilohertz | 2,4 kHz |
| 6K50 | 6 virgola 50 kilohertz | 6,5 kHz |
| 42K0 | 42 virgola 0 kilohertz | 42 kHz |
| 181K | 181 kilohertz | 181 kHz |
| 2M00 | 2 virgola 00 megahertz | 2 MHz |
| 6M25 | 6 virgola 25 megahertz | 6,25 MHz |
| 5G21 | 5 virgola 21 gigahertz | 5,21 GHz |
Come si risolve una domanda in tre secondi. La lettera è la virgola — basta rimetterla al posto suo.
6K50 → 6,50 kilohertz → 6,5 kHz2M00 → 2,00 megahertz → 2 MHz
400H → 400 hertz (nessun decimale)
H100 → 0,100 hertz → 0,1 Hz
E al contrario, partendo dal valore. Larghezza di banda di 6,25 MHz: la virgola sta fra il 6 e il 25, l'unità è il megahertz, quindi 6M25. Larghezza di 42 kHz: servono tre cifre, quindi 42,0 in kilohertz, cioè 42K0.
Parte seconda — la classe di emissione
Tre simboli, che rispondono in ordine a tre domande: come è modulata la portante, che tipo di segnale la modula, che informazione trasporta.
Le tre tabelle qui sotto riprendono la nomenclatura del Regolamento parola per parola, e quelle parole vengono dalla parte tecnica. Se sei esonerato dalla parte A non le hai mai incontrate: eccole in ordine, ognuna spiegata con la successiva.
Portante. È l'onda radio pura, sempre uguale a sé stessa, che da sola non trasporta alcuna informazione: è il veicolo. Modulare significa farle variare un parametro — l'ampiezza, la frequenza o la fase — al ritmo del segnale che vuoi trasmettere.
Bande laterali. Quando moduli in ampiezza, ai due lati della portante compaiono due fasce di frequenze: una sopra e una sotto. Sono l'una la copia dell'altra, e ciascuna contiene già tutta l'informazione. Da qui la scelta, che è il cuore del primo simbolo: trasmetterle entrambe, o buttarne via una.
Portante soppressa, ridotta, intera. Trasmettendo una banda sola si può decidere che farne della portante. Soppressa: tolta del tutto, e il ricevitore deve ricostruirla — è la SSB, la più efficiente. Intera: lasciata tutta, così basta un ricevitore semplice. Ridotta: attenuata ma non spenta, ne resta un filo che serve al ricevitore per agganciarsi.
Bande laterali indipendenti. Il caso raro in cui le due bande non sono più l'una la copia dell'altra, ma portano informazioni diverse: due canali dentro una sola emissione.
Banda laterale vestigiale. Una via di mezzo: di una delle due bande si taglia quasi tutto, ma se ne lascia un residuo — un vestigio, da cui il nome. Serviva nella televisione analogica per risparmiare banda senza dover complicare il ricevitore.
Sottoportante. Un passaggio intermedio. Invece di modulare direttamente la portante con l'informazione, si modula prima un tono audio, e poi è quel tono a modulare la portante. È così che funzionano i modi digitali che si sentono come fischi: il segnale viaggia sopra un tono, e il tono sopra l'onda radio.
Analogico e digitale. Un segnale analogico varia con continuità, come la voce; uno digitale — il Regolamento dice quantizzato — assume valori netti e separati, come la telegrafia, che ha solo portante accesa e portante spenta.
Primo simbolo — modulazione della portante
| Simbolo | Tipo di modulazione |
|---|---|
| N | Portante non modulata |
| A | Ampiezza, doppia banda laterale |
| H | Banda laterale unica, portante intera |
| R | Banda laterale unica, portante ridotta o a livello variabile |
| J | Banda laterale unica, portante soppressa |
| B | Bande laterali indipendenti |
| C | Banda laterale vestigiale |
| F | Modulazione di frequenza |
| G | Modulazione di fase |
| P | Serie di impulsi non modulati |
Secondo simbolo — natura del segnale modulante
| Simbolo | Segnale modulante |
|---|---|
| 0 | Nessun segnale modulante |
| 1 | Un canale con informazione digitale, senza sottoportante |
| 2 | Un canale con informazione digitale, con sottoportante |
| 3 | Un canale con informazione analogica |
| 7 | Due o più canali con informazione digitale |
| 8 | Due o più canali con informazione analogica |
| 9 | Sistema composito, digitale e analogico insieme |
Terzo simbolo — tipo di informazione
| Simbolo | Informazione trasmessa |
|---|---|
| N | Nessuna informazione |
| A | Telegrafia per ricezione auditiva — cioè decodificata a orecchio |
| B | Telegrafia per ricezione automatica — decodificata da una macchina |
| C | Facsimile — immagini fisse trasmesse riga per riga, come il fax |
| D | Trasmissione dati, telemisura (misure inviate a distanza da uno strumento) e telecomando (comandi inviati a distanza a un apparato) |
| E | Telefonia, inclusa la radiodiffusione sonora |
| F | Televisione, segnale video |
| W | Combinazione dei precedenti |
Le sigle che ricorrono nei quiz
| Sigla | Scomposizione | Che cos'è |
|---|---|---|
| A1A | ampiezza doppia banda laterale · un canale digitale senza sottoportante · telegrafia auditiva | La telegrafia Morse classica, quella che si ascolta a orecchio |
| A3E | ampiezza doppia banda laterale · un canale analogico · telefonia | Fonia in AM, e anche la radiodiffusione in onde medie |
| J3E | banda laterale unica a portante soppressa · un canale analogico · telefonia | Fonia in SSB, il modo più usato in HF |
| H3E | banda laterale unica a portante intera · un canale analogico · telefonia | SSB con la portante lasciata intera |
| F3E | frequenza · un canale analogico · telefonia | Fonia in FM, quella dei ripetitori in VHF e UHF |
| F8E | frequenza · più canali analogici · telefonia | Radiodiffusione FM stereo — due canali, da cui l'8 |
| C3F | banda laterale vestigiale · un canale analogico · televisione | Il video televisivo analogico |
Una designazione completa, smontata pezzo per pezzo: 8K00A3E
8K00 → 8,00 kilohertz di bandaA → modulazione di ampiezza, doppia banda laterale
3 → un canale con informazione analogica
E → telefonia
Tradotto: una trasmissione radiofonica in AM larga 8 kHz. È quella delle onde medie che ascolti in macchina.
Prova al contrario. Un tuo collegamento in SSB largo 2,4 kHz si scrive 2K40J3E: banda laterale unica a portante soppressa, un canale analogico, telefonia.
Il terzo simbolo dice di che cosa si parla: A o B telegrafia, E fonia, F televisione. Il primo dice come: A ampiezza, F frequenza, J banda laterale unica. Il secondo, quasi sempre 1 o 3, distingue digitale da analogico. Con questi tre appigli si ricostruisce ogni sigla dell'elenco senza impararla a memoria.
Perché A1A e non semplicemente “Morse”. La telegrafia Morse è digitale nel senso del Regolamento: il segnale ha due soli stati, portante presente e portante assente. Da qui l'1 come secondo simbolo, che indica un canale con informazione quantizzata senza sottoportante. Il terzo simbolo A dice che a decodificarla è un orecchio umano; se a decodificarla fosse una telescrivente, il simbolo sarebbe B.
La logica dell'8 nella radiodiffusione stereo. Un programma stereo sono due canali analogici, e il secondo simbolo distingue “un canale” da “due o più”. Per questo la FM mono è F3E e la FM stereo è F8E. È una delle poche sigle in cui il numero cambia per una ragione che si intuisce subito.
Dove le ritrovi nel programma d'esame. Le sigle A1A, A3E, J3E e F3E compaiono già nella parte A del sub allegato D, negli schemi a blocchi dei ricevitori e dei trasmettitori. La differenza è che lì servono a identificare il tipo di apparato, qui a leggere la designazione ufficiale di un'emissione. È lo stesso codice usato per due scopi.
La banda laterale vestigiale. Il simbolo C descrive una modulazione in cui una delle due bande laterali non è soppressa del tutto ma solo tagliata in gran parte, lasciandone un residuo — un vestigio, appunto. Serviva nella televisione analogica per risparmiare banda senza complicare troppo il ricevitore.
Esistono anche un quarto e un quinto simbolo, facoltativi, che descrivono i dettagli del segnale e la natura del multiplex. Sono quelli che distinguono, per esempio, un suono di qualità radiofonica monofonico da uno stereofonico, o un multiplex a divisione di frequenza da uno a divisione di tempo. Non compaiono nei quiz e non servono all'esame: basta sapere che, se ne incontri una sigla a cinque simboli, non è un errore di stampa.
Disposizioni generali del Regolamento
Oltre all'articolo 25, che riguarda specificamente i radioamatori, il Regolamento delle Radiocomunicazioni contiene una serie di princìpi che valgono per tutte le stazioni di tutti i servizi. Sono la parte da cui provengono più domande in assoluto, e hanno un filo comune: quasi tutte discendono da un'unica idea, cioè che lo spettro è una risorsa condivisa e che ciascuno deve occuparne il meno possibile.
Il principio del minimo ingombro
Potenza. Le stazioni devono irradiare soltanto la potenza minima necessaria ad assicurare un servizio soddisfacente. Non la massima consentita: la minima sufficiente.
Larghezza di banda. Va mantenuta ai valori più bassi consentiti dallo stato della tecnica e dalla natura del servizio.
Antenne. Nella progettazione della stazione vanno sfruttate al meglio le proprietà delle antenne direttive, che concentrano l'energia dove serve invece di spargerla ovunque.
Ne discende anche la scelta della classe di emissione: a parità di risultato si preferisce il modo che occupa meno spettro, ed è la ragione per cui in HF si lavora in banda laterale unica e non in modulazione di frequenza.
I disturbi nocivi
Il Regolamento chiama disturbo nocivo quello che compromette il funzionamento di un servizio di radionavigazione o di sicurezza, o che degrada seriamente, ostacola o interrompe ripetutamente un servizio di radiocomunicazione. La procedura per affrontarlo procede per gradi.
| Passo | Chi | Che cosa fa |
|---|---|---|
| 15.30 | La stazione ricevente che subisce il disturbo | Fornisce alla stazione trasmittente il cui servizio è disturbato tutte le informazioni utili a determinare l'origine e le caratteristiche del disturbo |
| 15.31 | L'amministrazione della stazione ricevente | Informa l'amministrazione della stazione trasmittente il cui servizio è disturbato |
| 15.34 | L'amministrazione della stazione trasmittente disturbata | Determinate origine e caratteristiche, informa l'amministrazione da cui dipende la stazione disturbante |
| 15.35 | L'amministrazione della stazione disturbante | Accusa ricevuta al più presto — cosa che non equivale ad accettare la responsabilità |
| 15.21 | La stessa amministrazione | Se ha notizia di un'infrazione commessa da una stazione sotto la propria giurisdizione, accerta i fatti e adotta i provvedimenti necessari |
Una stazione italiana subisce interferenze da una francese. Chi parla con chi, nell'ordine:
la stazione italiana → alla propria amministrazione, il MIMITil MIMIT → all'amministrazione francese
l'amministrazione francese → alla propria stazione
Quello che non succede: l'italiano non scrive al francese, e nemmeno all'autorità francese. Ogni stazione parla solo con la propria amministrazione, e le amministrazioni parlano fra loro. È il motivo per cui la risposta “segnalare direttamente alla stazione disturbante” è sempre sbagliata.
Le amministrazioni parlano fra loro: una stazione non si rivolge mai direttamente a chi la disturba, né all'autorità di un altro Paese. E si procede sempre verso l'alto — dalla stazione alla propria amministrazione — e poi lateralmente, da amministrazione ad amministrazione.
Sul fronte tecnico, le emissioni fuori banda non devono provocare disturbi pregiudizievoli ai servizi che operano nelle bande adiacenti. E le irradiazioni degli apparecchi per usi industriali, scientifici e medici — le cosiddette applicazioni ISM, forni a microonde compresi — non devono causare disturbi nocivi ai servizi di radiocomunicazione: è compito delle amministrazioni impedirlo.
Che cosa è vietato a tutte le stazioni
L'elenco è nella prima disposizione dell'articolo 15, la 15.1, e va saputo per intero perché le domande ne pescano una voce alla volta. A tutte le stazioni sono vietate:
- le trasmissioni inutili;
- la trasmissione di segnali superflui;
- la trasmissione di segnali falsi o ingannevoli;
- la trasmissione di segnali di cui non sia data l'identità, salvo quanto previsto dall'articolo 19.
A queste si aggiunge, da un'altra parte del Regolamento, il divieto delle onde smorzate. La formulazione esatta della disposizione 3.15 è che il loro impiego è vietato in tutte le stazioni.
L'obbligo di identificarsi
La regola di partenza, disposizione 19.1: tutte le trasmissioni devono poter essere identificate, con segnali di identificazione o con altri mezzi. E la 19.2 aggiunge che sono vietate le trasmissioni con identificazione falsa o ingannevole.
L'articolo 19 elenca poi cinque servizi le cui trasmissioni devono portare segnali di identificazione. Vale la pena impararli, perché le domande presentano tre o quattro di questi e chiedono quali siano obbligati: la risposta è sempre tutti.
| Servizi tenuti all'identificazione |
|---|
| Servizio di radioamatore |
| Servizio di radiodiffusione |
| Servizio fisso nelle bande inferiori a 28 000 kHz |
| Servizio mobile |
| Servizio delle frequenze campione e dei segnali orari |
Sono esentate due categorie, entrambe legate al soccorso automatico: le stazioni dei mezzi di salvataggio quando trasmettono automaticamente segnali di soccorso e i radiofari di localizzazione dei sinistri. La ragione è ovvia — un apparato che si attiva da solo in mezzo al mare non ha un operatore che possa identificarlo.
Per la stazione di radioamatore l'obbligo è pieno, e la disposizione 25.9 dice che l'indicativo va trasmesso a brevi intervalli durante le trasmissioni. In Italia l'allegato 26 traduce quel “brevi intervalli” nella regola precisa dei dieci minuti.
Frequenze: assegnazione e tolleranza
Frequenza assegnata a una stazione — il centro della banda di frequenza assegnata alla stazione.
Tolleranza di frequenza — lo scostamento massimo ammesso rispetto alla frequenza assegnata. Si esprime in parti per milione oppure in hertz.
Potenza dell'onda portante — la media della potenza fornita alla linea d'alimentazione dell'antenna durante un ciclo di radiofrequenza, in assenza di modulazione.
La frequenza usata da una stazione deve inoltre restare sufficientemente lontana dai limiti della banda attribuita al servizio, così che l'emissione — che occupa una larghezza, non un punto — non sborda nella banda del servizio vicino.
Prove, regolaggi ed esperimenti
È l'attività tipica del radioamatore, e il Regolamento la disciplina con tre prescrizioni.
- Identificazione. Ogni stazione trasmette la propria identificazione con la maggiore frequenza possibile durante le trasmissioni, comprese quelle fatte per prove, regolaggi o esperimenti (19.17).
- Scelta dei segnali. I segnali di prova e di regolaggio vanno scelti in modo che non si generi confusione con un segnale, un'abbreviazione o altro avente un significato speciale definito dal Regolamento o dal Codice internazionale dei segnali (15.17) — niente serie che assomiglino a un segnale di soccorso o a un codice Q.
- Disturbi. Ogni disturbo nocivo risultante da prove ed esperimenti va eliminato con il minor ritardo possibile (15.14). Non al termine delle prove: subito. E prima di autorizzare prove l'amministrazione prescrive tutte le precauzioni possibili — scelta della frequenza e dell'orario, riduzione o soppressione dell'irradiazione.
Segretezza e intercettazioni
Le radiocomunicazioni che non siano destinate all'uso generale del pubblico non possono essere intercettate senza autorizzazione. E se si captano involontariamente, non devono essere né riprodotte, né comunicate a terzi, e non se ne deve nemmeno rivelare l'esistenza.
Vale per i telefoni, per i ponti di servizio delle emittenti, per le comunicazioni fra aerei e torre di controllo. Lo scopo di studio del servizio di radioamatore non costituisce una deroga: è la risposta sbagliata più invitante di tutto il questionario.
Fa eccezione il soccorso. Se una stazione di radioamatore intercetta involontariamente una comunicazione di soccorso, deve avvertire l'Autorità competente e proseguire l'ascolto — non interromperlo, perché le informazioni utili possono arrivare in qualsiasi momento.
L'emergenza sospende le regole ordinarie
Nessuna disposizione del Regolamento impedisce a una stazione in pericolo, o a una stazione che le presta assistenza, di usare qualsiasi mezzo di radiocomunicazione a sua disposizione per attirare l'attenzione, far conoscere la propria condizione e posizione, e ottenere o prestare assistenza.
È la disposizione più generosa dell'intero Regolamento, e vale anche per te: se ti trovi in emergenza, puoi chiedere aiuto con qualunque forma di radiocomunicazione. I quiz italiani formulano la risposta come «con qualsiasi forma di radiocomunicazione, utilizzando le bande a lui consentite»; il testo del Regolamento è in realtà anche più ampio, perché parla di qualsiasi mezzo a disposizione.
Nella stessa logica, la disposizione 4.22 vieta qualunque emissione capace di causare disturbi nocivi alle comunicazioni di soccorso, allarme, urgenza o sicurezza sulle frequenze internazionali destinate a questi scopi.
Licenze e potenza
Disposizione 18.1: nessuna stazione trasmittente può essere installata o esercita da un privato o da un'impresa senza una licenza rilasciata in forma appropriata dal governo del Paese da cui la stazione dipende, o per suo conto. La licenza attesta che per quella stazione sono stati concessi impianto ed esercizio.
Quanto alla potenza delle stazioni di radioamatore, il Regolamento non fissa un numero. La disposizione 25.7 stabilisce, nel testo oggi in vigore, che la potenza massima sia fissata dalle amministrazioni interessate. Molti quiz riportano la formulazione più antica, che aggiungeva «tenendo conto dell'idoneità tecnica degli operatori e delle condizioni in cui dette stazioni devono operare»: è la stessa regola, con la motivazione esplicitata. In entrambi i casi il senso è che il numero lo mette lo Stato — per l'Italia i 500 W dell'articolo 15 dell'allegato 26.
Sempre l'articolo 25 stabilisce che sono le amministrazioni a verificare le qualificazioni operative e tecniche di chi vuole esercire una stazione di radioamatore, ed è a quel principio che risale l'esame che stai preparando. E, dalla revisione del 2003, sono le amministrazioni a decidere se richiedere o meno la prova di telegrafia: l'Italia ha deciso di non richiederla più con il decreto ministeriale del 21 luglio 2005.
Segnali codificati
Il divieto di cifrare il contenuto delle comunicazioni fra radioamatori di Paesi diversi, alla disposizione 25.2A, ha una sola eccezione: i segnali di controllo scambiati fra stazioni di comando terrestri e stazioni spaziali del servizio di radioamatore via satellite. Sono comandi di telemetria e telecomando, non conversazioni, e devono essere protetti perché nessuno possa prendere il controllo di un satellite.
Ha una ragione pratica precisa: la disposizione 25.11 impone che, prima del lancio di un satellite radioamatoriale, siano operative abbastanza stazioni di comando da poter interrompere immediatamente qualunque disturbo nocivo prodotto dal satellite. Se i comandi fossero in chiaro, chiunque potrebbe spegnere il satellite altrui.
Perché la FM non si usa sui 14 MHz. Non c'è un divieto scritto banda per banda: c'è il principio del minimo ingombro. Un segnale in modulazione di frequenza a banda larga occupa una decina di kilohertz, mentre l'intera banda dei 20 metri ne misura 350. Il band plan della IARU per quella banda fissa una larghezza massima di 2,7 kHz, compatibile con telegrafia, banda laterale unica e modi digitali stretti, e la FM semplicemente non ci sta. Le domande su questo punto hanno come risposta “no, mai”.
Il contenuto ammesso, e una precisazione importante sul traffico per conto terzi. Le comunicazioni fra radioamatori di Paesi diversi sono limitate a comunicazioni attinenti alle finalità del servizio di radioamatore e a osservazioni di carattere personale. I messaggi a pagamento sono esclusi sempre e comunque: non su alcuni modi, non su alcune bande, in nessun caso.
Il traffico per conto terzi, invece, non è vietato in modo assoluto. La disposizione 25.3 stabilisce che le stazioni di radioamatore possono trasmettere comunicazioni internazionali per conto di terzi soltanto in caso di emergenze o di operazioni di soccorso in caso di calamità, e che ogni amministrazione può decidere se applicare questa facoltà alle stazioni sotto la propria giurisdizione. È coerente con la disposizione 25.9A, che incoraggia le amministrazioni a mettere i radioamatori in condizione di prepararsi a rispondere ai bisogni di comunicazione nelle operazioni di soccorso.
Attenzione però: diversi quiz italiani pongono la domanda in forma secca — «si possono trasmettere comunicazioni internazionali provenienti da terzi o destinate a terzi?» — e danno come risposta esatta no, riflettendo la formulazione precedente alla revisione del 2003. Sapendo che l'eccezione esiste ed è circoscritta all'emergenza, riconosci entrambe le impostazioni senza sbagliare.
Il collegamento con la compatibilità elettromagnetica. Il principio per cui gli apparecchi non devono disturbare i servizi radio non vive solo nel Regolamento UIT: in Europa è recepito nella direttiva 2014/30/UE sulla compatibilità elettromagnetica, che ha abrogato la precedente 2004/108/CE. È la norma che sta dietro alla marcatura degli apparati che compri, e il motivo per cui un alimentatore switching a norma non ti riempie di rumore la banda dei 40 metri.
Una nota sulle modalità d'esame. Alcune banche di domande chiedono quale atto stabilisca oggi tipologia, modalità e procedura della prova d'esame. La risposta è un decreto direttoriale della Direzione generale competente, previsto dall'articolo 3 comma 2 dell'allegato 26. Attenzione però: i quiz in circolazione citano spesso decreti superati. Quello applicabile alla sessione 2026 è il decreto direttoriale prot. n. 49052 del 6 marzo 2024, che vale anche per gli anni successivi salvo modifiche adottate entro il 30 marzo di ciascun anno.